Sospetto DSA: che cosa fare?

Nel caso dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento risulta fondamentale una diagnosi precoce per poter ridurre gli effetti del disturbo sulla vita scolastica ed extra-scolastica del bambino.

La scarsa motivazione, la scarsa autostima e il cementarsi di strategie di apprendimento poco adeguate portano il bambino a situazioni critiche.

Quando inviare un bambino a diagnosi?

Prima di inviare un bambino a diagnosi è fondamentale dare il tempo agli apprendimenti di consolidarsi.

Ci sono delle regole ben chiare da seguire:

  • dislessia e disortografia prima della fine della seconda classe primaria
  • discalculia prima della fine della terza classe primaria.

Il ruolo del genitore nella diagnosi

Ogni genitore è bene che condivida i propri dubbi e le perplessità con gli insegnanti del bambino per attivare quanto prima un percorso di valutazione cognitiva e degli apprendimenti, utile a definire il suo funzionamento e ad indagare le origini delle difficoltà incontrate a scuola. Capire un eventuale disturbo aiuterà a comprendere le problematiche del bambino e a chiarire tanti dubbi.

“E’ colpa mia? sono un cattivo genitore? Cosa ho sbagliato?” sono le frasi con cui i genitori si scontrano. È fondamentale non avere paura della diagnosi e soprattutto non colpevolizzarsi.

Come si svolge la procedura di diagnosi?

Dopo una prima fase di raccolta anamnestica, gli specialisti (psicologo, logopedista e neuropsichiatra) procederanno alla valutazione attraverso test standardizzati ed eventuali esami specialistici se necessari. Al termine della valutazione verrà stilata una relazione redatta da psicologo, logopedista e neuropsichiatra infantile, che posseggono le competenze cliniche per interpretare i dati emersi dai test effettuati. Dall’analisi dei punteggi ottenuti emergerà il profilo di funzionamento del bambino e su questo verrà costruito l’intervento di potenziamento/trattamento specifico.

La relazione verrà consegnata alla scuola per redigere il PDP (Piano Didattico Personalizzato), in cui verranno indicati eventuali strumenti compensativi e misure dispensative.

Cosa succede dopo la diagnosi?

Verrà proposto alla famiglia un progetto di presa in carico, un percorso di trattamento riabilitativo, volto a ridurre l’impatto del disturbo sull’apprendimento del bambino. La metodologia sarà solitamente integrata, prevedendo quindi sedute settimanali in studio con lo psicologo e momenti di esercizio casalingo per consolidare gli apprendimenti.

Perché spiegare sempre al bambino la sua diagnosi?

È importante comunicare al bambino la causa delle sue difficoltà spiegandogli che non è un problema di intelligenza, semplicemente ha un modo diverso di apprendere rispetto ai compagni.

È fondamentale spiegargli che è un problema che va oltre alla sua volontà ma che è superabile adeguando la didattica al suo modo di imparare.

Dott.ssa Chiara Bognetti – Psicologa e Tutor DSA