Prepariamoci alla scuola primaria

All’interno della normativa dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento si dice che spetta alla scuola di ogni ordine e grado l’individuazione precoce e l’invio degli studenti con sospetto DSA a servizi specialistici. Risulta fondamentale una precoce individuazione riconoscendo gli eventuali segnali di rischio già nella scuola dell’infanzia. Rivestono quindi un ruolo importante le maestre che devono saper cogliere, attraverso principalmente l’osservazione del bambino, i segni di possibili difficoltà del bambino. Ma cosa possono esaminare le insegnanti? Ad esempio la motricità fine del bambino, come si muove nello spazio, se ha problemi di memoria ad esempio nell’imparare filastrocche e canzoncine, oppure se fatica a distinguere la destra e la sinistra.

Risultano utili a tal proposito una serie di interventi che, attraverso giochi, aiutino il bambino a consolidare o a sviluppare le abilità che sono alla base dell’apprendimento, quelle abilità che sono trasversali all’apprendimento di lettura, scrittura e calcolo. Diversi studi hanno riscontrato che lo sviluppo di queste competenze sia un buon indice predittivo per l’acquisizione delle competenze scolastiche. Ma quali sono queste abilità nello specifico?

Per quanto riguarda l’apprendimento della lettura risultano importanti abilità quali:

  • la consapevolezza fonologica e metafonologica, cioè l’insieme delle capacità di un parlante di utilizzare i suoni (i fonemi) della lingua rispettando delle regole ben definite. E’ la capacità di identificare e manipolare le componenti fonologiche delle parole, come ad esempio fonemi e sillabe; sono, ad esempio, le capacità di sintesi e di segmentazione fonemica, fondamentali per l’apprendimento della lettura in lingue a ortografia trasparente come è quella italiana.
  • Il lessico, che è fortemente legato allo sviluppo della capacità di categorizzare la realtà che ci circonda. Il lessico comprende tutte le informazioni che riguardano le parole e che i parlanti utilizzano per elaborare il lessico in entrata e in uscita. Diversi studi confermano una relazione tra conoscenza del vocabolario in età prescolare e le successive abilità di lettura.
  • Il riconoscimento di lettera, cioè la conoscenza della corrispondenza tra fonema (il suono) e grafema (lettera scritta).
  • La discriminazione visiva e uditiva, cioè la capacità di distinguere segni grafici (basandosi ad esempio sull’orientamento spaziale delle componenti dei grafema) e stimoli uditivi.
  • La denominazione rapida, cioè la capacità di nominare velocemente stimoli famigliari. Si basa sul richiamo di informazioni dalla memoria e sulla loro facilità di recupero.
  • La memoria fonologica a breve termine, fondamentale in ogni fase del processo di lettura, riguarda la capacità di mantenere in memoria gli stimoli per la durata del compito.
  • l’elaborazione visuo-percettiva e spaziale, cioè la capacità che abbiamo di elaborare uno stimolo di natura visiva attraverso categorie astratte e di dare a questo un significato. Quella spaziale ci permette di analizzare l’orientamento dello stimolo visivo; pensiamo alle lettere “b, d, p, q”, tutte sono costituite dai medesimi elementi, cioè che ci fa distinguere tra una e l’altra è l’orientamento reciproco degli elementi.

Attività che aiutano a consolidare le abilità linguistiche sono, ad esempio, quelle in cui si chiede al bambino ordinare le parole in base alla caratteristiche che hanno in comune, riflettere sulle lettere iniziali delle parole, nominare una serie di oggetti.

Per quanto riguarda l’apprendimento del calcolo  risultano fondamentali capacità come:

  • memoria e buone competenze linguistiche per la risoluzione di problemi, per il calcolo a mente e in generale per quegli esercizi che richiedono un recupero di informazioni dalla memoria.
  • capacità di distinguere piccole quantità senza bisogno di contare gli elementi.
  • competenze simboliche che consentono al bambino di associare lo stimolo visivo o uditivo alla rispettiva quantità.

Per la scrittura infine sono necessarie:

  • abilità di organizzazione motorio-prassica: scrivere significa riprodurre un programma motorio, che riguarda ad esempio la pressione da esercitare, l’impugnatura della penna, richiamare la rappresentazione della forma della lettera ecc..
  • coordinazione oculo-manuale.
  • abilità visuo-percettive, per il riconoscimento dello stimolo anche quando questo, ad esempio,  non viene completamente presentato.

Compiti che coinvolgono queste competenze sono ad esempio le attività di pregrafismo.

In generale poi sono necessarie buone capacità attentive. L’attenzione è quel processo attraverso cui riusciamo ad elaborare una quota limitata di informazioni all’interno dell’enorme quantità di stimoli che giungono a noi. E’ un processo trasversale che riguarda tutti i domini di apprendimento perché consente al nostro sistema cognitivo di concentrare le risorse in un’unica attività.

I compiti che richiedono attenzione visiva sono ad esempio quelli in cui si richiede di ricercare un certo stimolo all’interno di una serie; per attenzione uditiva invece si richiede al bambino di prestare attenzione ad una serie di suoni riconoscendone uno.

 Chiara Bognetti – Psicologa e Tutor DSA