Alla scoperta dei DSA

DSA è l’acronimo di Disturbi Specifici dell’Apprendimento. I DSA sono delle condizioni cliniche evolutive che consistono in difficoltà di apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo matematico che si manifestano all’inizio della scolarizzazione.

I riferimenti internazionali utilizzati per la definizione e la classificazione dei DSA sono:

  • ICD 10: F81 Disturbi Evolutivi Specifici delle Abilità Scolastiche
  • DSM 5: 315 Disturbo Specifico dell’Apprendimento

In Italia si inizia a dibattere di DSA in seguito alla promulgazione della Legge 170 del 8 Ottobre 2010 (Nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico); questa legge riconosce <<dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento>>. Per rispondere e chiarire i molti quesiti clinici che la legge ha sollevato si è deciso di procedere con la stesura di una Consensus Conference che, grazie all’ampia rassegna di letteratura internazionale, fornisse raccomandazioni per la prassi clinica e migliorasse le conoscenze sull’argomento. Questo testo si basa su dati scientifici adattati al contesto italiano.

Sono disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità non intaccando il funzionamento cognitivo generale (per la diagnosi uno dei criteri da considerare è la presenza di un QI nella norma); interessano infatti soltanto le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici.

Vengono quindi distinte le seguente condizioni cliniche:

  • DISLESSIA: il disturbo nella lettura, la difficoltà cioè nella decodifica del testo scritto.
  • DISORTOGRAFIA: il disturbo nella scrittura, la difficoltà cioè nella codifica fonografica e nella competenza ortografica.
  • DISGRAFIA: il disturbo nella grafia, la difficoltà cioè nelle abilità grafo-motorie.
  • DISCALCULIA: il disturbo nelle abilità di numero e di calcolo, la difficoltà cioè nella capacità di comprendere e operare con i numero.

Le disfunzioni neurologiche alla base dei disrturbi interferiscono con la normale acquisizione di lettura, scrittura e calcolo. A causare queste difficoltà non sono però solamente fattori neurobiologici; questi si intrecciano con fattori ambientali e provocano difficoltà più o meno marcate.

Il disturbo dell’apprendimento è un deficit cronico, che si manifesta in modo diverso a seconda dell’età e delle richieste ambientali: si modifica cioè nel corso dell’età evolutiva  e nelle varie fasi di apprendimento. Vengono individuati prevalentemente nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

La diagnosi avviene successivamente all’inizio dell’apprendimento scolastico; deve infatti essere terminato il normale processo di insegnamento delle abilità di letto-scrittura (che viene considerato concluso al termine della seconda primaria) e delle abilità di calcolo (fine terza primaria).

Il percorso diagnostico dovrebbe essere portato a termine da un’equipe multidisciplinare che comprenda psicologo, neuropsichiatra e logopedista. Nella realtà spesso, per motivi di lentezza e disguidi burocratici, la diagnosi viene fatta da una sola di queste figure purchè sia specificatamente formata e che tenga conto anche di aspetti medici e linguistici in fase di anamnestica e di osservazione. Per la diagnosi devono essere utilizzati test standardizzati: in particolare un test che misuri il funzionamento cognitivo globale (necessario per escludere un eventuale ritardo mentale) e test specifici per i DSA (lettura di brano, di parole e non parole, ad esempio, per la dislessia; dettato di testo, di parole e non parole per disortografia; prove che valutino specifiche abilità matematiche per la discalculia).

La legge 170 tutela gli studenti con DSA, garantendo loro diritto all’istruzione e favorendo il loro successo scolastico. Questo significa che tali studenti hanno il diritto di seguire una didattica individualizzata e personalizzata oltre che di usufruire di misure e strumenti didattici di supporto allo studio (quelli che vengono solitamente definiti come strumenti compensativi e dispensativi). La legge indica inoltre come fondamentali per il recupero e la riabilitazione l’individuazione precoce e l’avvio di percorsi scolastici.

Emerge anche a livello scientifico l’importanza di una presa in carico, ancor meglio se precoce, con interventi riabilitativi che portano ad una riduzione della gravità del disturbo e in generale ad una migliore prognosi a lungo termine.

Un dato rilevante che riguarda questi disturbi è la comorbilità: accade infatti frequentemente che un soggetto presenti più di un disturbo specifico dell’apprendimento o che siano concomitanti con altri disturbi neuropsicologici, solitamente ADHD, o psicopatologici, come ansia, depressione o disturbi della condotta.

E’ importante segnalare come questi disturbi abbiano un grande impatto sia a livello personale e individuale (sono frequenti abbandono scolastico e in generale un abbassamento del livello curricolare conseguito) sia a livello sociale (con abbassamento della realizzazione delle potenzialità sociali e lavorative dell’individuo).

Chiara Bognetti – Psicologa e Tutor DSA